Il sistema Messina è giunto ad un bivio

Nel 2005, a chi mi chiedeva un giudizio sui candidati a sindaco della città di Messina, non potevo non rispondere che nessuno dei due principali pretendenti soddisfaceva pienamente le aspettative di cambiamento da me nutrite per la città. Anche se, tra i due contendenti, Luigi Ragno, rispetto a Francantonio Genovese, presentava molti meno conflitti d’interesse e questo poteva giocare a favore della città. In ogni caso nessuno dei due coincideva con la mia figura ideale di sindaco la quale dovrebbe coincidere con una personalità estranea, o poco interessata, ai giochetti della nomenklatura della Messina che conta, dovrebbe avere le idee estremamente chiare sul da farsi ed essere decisa e determinata a risolvere i problemi che da anni affliggono la bella e solare città della Stretto.

Le cose poi sono andate come sono andate e oggi se Messina è in mano ad una coalizione fintamente di centrosinistra le responsabilità sono da ricondurre ai maggiorenti del centrodestra i quali, non si capisce se per stupidità o per miopia politica, hanno preferito consegnarsi al nemico. Ancor peggio è la riproposizione del refrain del 2005 anche per la partita relativa al rinnovo della giunta provinciale: si può solo sperare che, almeno stavolta, i capoccia del centrodestra, memori del passato, dimostrino un po’ più di saggezza.

Comunque andrà a finire la sfida delle provinciali una cosa è certa: a poco più di un anno dal suo insediamento la giunta Genovese segna un fallimento generale e allo stato attuale nulla di particolarmente significativo, che sia in controtendenza rispetto al passato, è stato prodotto. Anzi la compagine governativa comunale si è dimostrata la più ferrea custode dell’ortodossia e la più pervicace continuatrice delle precedenti stagioni politiche.

Ovviamente posso anche sbagliarmi in quest’analisi, ma sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Stante così le cose è innegabile che il sistema Messina sia giunto ad un bivio, ritrovandosi a dover scegliere tra una politica passatista, incarnata da una classe dirigente estremamente chiusa ed autoreferenziale, e il dare un taglio definitivo al passato iniziando a guardare al futuro con uno spirito nuovo. Messina deve definitivamente scegliere se continuare a favorire chi in tutti questi anni ha chiaramente manifestato la propria incapacità a risolvere i problemi della città, oppure se dare il proprio consenso a chi si dimostra in grado di risolvere questioni importanti legate alla mobilità e al traffico, allo sviluppo sostenibile ed eco-compatibile del territorio urbano e al rilancio economico e sociale della città riportandola ad essere protagonista sulla scena nazionale ed internazionale. Non è esagerato attribuire un simile ruolo a Messina, perché è proprio quello che essa ha sempre avuto nella storia. Si pensi, tanto per fare qualche esempio, alla famosa battaglia di Lepanto e all’importanza strategica avuta dalla nostra città o all’immagine che di essa ne è venuta fuori all’indomani della “Conferenza di Messina”, con la quale si può dire che si diede vita all’Unione Europea.

E’ giunto il momento, quindi, che i messinesi prendano atto della drammatica situazione in cui si versa la loro città e smettano una volta per tutte di delegare le scelte unicamente ai politici: è necessario che essi, responsabilmente, inizino ad occuparsi delle sorti della propria terra in prima persona.

Se si vogliono vincere le sfide che si hanno di fronte, prima tra tutte quella contro il declino, se si vuole veramente divenire protagonisti del mondo in cui si vive è essenziale, ora più che mai, mettere in pista un progetto di ampio respiro che, nel pieno rispetto di ogni autonomia, avvii una vera integrazione e razionalizzazione dei servizi pubblici, punti sull’educazione e sulla formazione dei propri giovani, rilanci un serio piano delle infrastrutture e renda appetibile il nostro territorio agli investitori e agli imprenditori esteri e non.

Tutto quanto appena descritto è necessario realizzarlo quanto prima, altrimenti sarà inutile raccontarsi frottole perché la “morte” giungerà lenta e inesorabile. Questa è una battaglia che devono combattere i messinesi, ma è una battaglia che riguarda tutta la Sicilia e il Meridione.

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