L’Aeroporto del Mela non diventi l’ennesima occasione presa

Anche se ancora qualcuno preferisce volgere lo sguardo altrove, la marginalità e l’isolamento in cui si ritrova Messina sono un dato di fatto non più eludibile. Le pesanti ricadute che tale situazione ha in campo economico e sociale si stanno abbattendo come un macigno sull’intera collettività e in simili condizioni risulta quasi impossibile parlare di sviluppo e crescita economica della città senza far riferimento al nodo infrastrutture. Esse, in un epoca in cui la velocità è caratteristica fondamentale di ogni tipo e genere di scambi, risultano vitali quasi come l’acqua.
Come già è stato sottolineato – dalle colonne di questo giornale – la mobilità di persone o cose, soprattutto in un paese maledettamente lungo come il nostro, risulta fortemente connessa alla mobilità aerea e perciò è stato suggerito, agli amministratori degli enti locali competenti delle due sponde dello Stretto, di adoperarsi affinché l’aeroporto di Reggio Calabria venga potenziato e rimodernato, rendendolo maggiormente fruibile dagli abitanti e dagli operatori economici messinesi. Speriamo che, pur impegnandosi in altri importanti progetti, la classe dirigente cittadina non accantoni definitivamente questo proposito perché per Messina sarebbe un danno gravissimo.
Sul fronte della mobilità aerea, comunque, in riva allo Stretto qualcosa pare finalmente muoversi e la proposta di costruire un nuovo aeroporto nella valle del Mela, tra i comuni di Milazzo e Barcellona, avanzata dal presidente della Provincia Salvatore Leonardi, non può che essere salutata con favore. Il progetto di Leonardi, del resto, risulta in linea con quanto sta accadendo in molti paesi europei. Questi – consapevoli che l’Aviazione Generale nel prossimo futuro acquisterà sempre maggior importanza, divenendo quasi insostituibile per gli spostamenti di persone o cose – stanno predisponendo aree idonee per la creazione di nuovi aeroporti cosiddetti “minori”. L’Italia purtroppo anche in questo settore si ritrova a dover colmare un pesante gap rispetto ad altri paesi europei. Alcuni dati aiutano a capire meglio i termini della questione: la Gran Bretagna, ad esempio, possiede poco meno di 600 aeroporti minori, la Francia più di 400, la Germania più di 300, l’Italia – manco a dirlo – meno di 60 e di questi alcuni stanno per andare in disuso, mentre altri stanno per chiudere. Se si pensa poi che anche la piccola Svizzera possiede più aeroporti dell’Italia ci si rende conto di come la situazione per il nostro paese non sia poi così tanto entusiasmante. Studi recenti, inoltre, dimostrano come le strozzature nel sistema dei trasporti provochino costi che determinano una diseconomia, rispetto ai concorrenti francesi e tedeschi, che si aggira attorno al 7 per cento.
Osservando tali dati si capisce perché quasi tutte le città più moderne abbiano deciso di dotarsi di un piccolo aeroporto, adibito oltre che al traffico locale e al turismo, anche al collegamento con altri aeroporti, intercontinentali inclusi. Sarebbe più che opportuno, quindi, che anche Messina si muovesse in tale direzione. Farlo significa non solo dare un positivo impulso allo sviluppo turistico della meravigliosa provincia messinese, Isole Eolie in testa, ma consentirebbe anche l’assolvimento di importanti compiti legati alla protezione civile, al soccorso sanitario, alla sorveglianza del territorio e al non meno importante servizio antincendio che d’estate Dio solo sa quanto sia necessario. Senza contare poi le possibilità occupazionali che una simile infrastruttura produrrebbe.
La costruzione dell’aeroporto del Mela ha, dunque, un valore “intrinseco” incalcolabile e rappresenta un lungimirante investimento per il futuro dell’intero territorio messinese. Memori però di quanto accaduto con il ponte dello Stretto il timore è che la miopia di qualcuno ancora una volta trasformi un’opportunità di crescita nell’ennesima sconfitta per Messina. Preoccupa una simile prospettiva e proprio per questo si chiede a chi ha potere decisionale di riflettere per bene prima di prendere una decisione definitiva. In gioco c’è il futuro e il benessere di tutti: dei milazzesi, dei barcellonesi, ma anche quello di tutti i messinesi.

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Una Risposta

  1. be’ l’aereo porto mipiace come idea, il ponte invece mi metteva l’angoscia… peccato che cmq non prenda l’aereo: mi fa paurissima!

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