«La polvere di Allah»

«C’è una cosa su cui siamo completamente d’accordo. Se le nostre dottrine sono (in parte) diverse, esiste qualcosa che eccede le dottrine: le nostre persone. Non siamo due persone speciali, ma non siamo nemmeno due semplici rappresentanti di religioni diverse. E poi amicizia vuol dire perdono, è inevitabile. In tutti questi anni Naghib e io ci siamo dovuti perdonare a vicenda molte volte, spesso per sciocchezze, talora per ragioni serie: e niente matura l’idea della propria unicità come il bisogno di essere perdonati e il coraggio di perdonare».

La polvere di Allah - Copertina”L’Occidente è quella massa di esseri umani che non crede più a niente” afferma Naghib che sa, d’altra parte, che per i suoi fratelli ”Allah esiste, non noi, non il mare o le navi che lo attraversano. Solo Dio esiste”. Ovvero, le due facce del mondo d’oggi, che entrano in disperato conflitto, una reazione opposta all’altra, nichilismo e fede assoluta.
Il libro bruciante di Doninelli, per quanto vi è di personale e per l’attualità di temi e interrogativi, è percorso soprattutto da una tensione religiosa, da un rispetto per la fede. In questo breve, esemplare racconto ecco le storie di quattro personaggi, quattro uomini dei nostri giorni, uno dei quali, Luca, parrebbe essere lo stesso autore, come si mettesse in gioco per dare la sua verità intima e dolorosa a queste pagine di cronaca: ”L’odio che incendia il mondo non è estraneo a questa mia insipienza, appartiene alla mia carne. Gli aerei che nel lontano settembre 2001 si schiantarono contro le torri del World Trade Center, abbattendole, si sono conficcati anche dentro il mio corpo, non però dentro il cuore o la testa”.
Non basta, a spiegare le cose, anzi ne esalta a contrasto il senso, la disincantata razionalità di Naghib, l’amico di anni giovanili, da studenti, che oggi, cinquantenne, l’io narrante va a trovare a Parigi e che gli proporrà la storia di due ricchi cugini sauditi, Omar e Mohammed. Un viaggio quindi, che e’ un andare verso, un cammino di conoscenza. Per capire Omar che sceglie studio e meditazione per dare senso alla sua vocazione religiosa, e soprattutto Mohammed, incantato da un predicatore di Corano melodioso e pacato, che lo convincerà a lottare, tanto che morirà combattendo in Afghanistan contro gli invasori, i primi, i sovietici. Tutti e due i cugini è come non dessero peso alla vita e scegliessero due modi diversi di tenere a bada, distante la vita quotidiana.

© Gazzetta del Sud, 11 luglio 2007

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