Politecnico del Mediterraneo, primo atto

Firmato ieri alla presidenza della Regione l’accordo per la realizzazione della struttura di alta formazione

Area geografica del MediterraneoUn sogno diventato realtà. È dal 1930 che si parla di Politecnico del Mediterraneo, da quando a Palermo si cercò di seguire l’esempio di Torino con l’attivazione dei corsi di Ingegneria e Architettura. Ieri, 77 anni dopo, a Palazzo d’Orleans, la firma dell’accordo quadro fra le quattro Università isolane, Palermo, Catania, Messina ed Enna e la Regione Sicilia.
Il progetto è andato mutando nel corso del tempo adeguandosi progressivamente alle più moderne esigenze didattiche e di ricerca e ispirandosi al principio dell’Ateneo a rete che prevede la sinergia fra università di città differenti. L’accordo avrà come primo effetto la realizzazione di interventi strutturali per i quali sono a disposizione 6 milioni 434.753 euro del Por 2000/2006. Palermo riceverà 1.696.000 euro, Catania e Messina 1.546.00 euro ciascuna e la Kore di Enna 1.646.000 euro.
I quattro rettori prevedono fra un anno circa 2500 iscritti provenienti dal Sud Italia ma anche dai Paesi del bacino del Mediterraneo. Il Politecnico, infatti, che entrerà a regime nell’anno accademico 2008/2009 punterà inizialmente su dottorati di ricerca e master ma anche su corsi di laurea specialistica in Ingegneria, Architettura, Scienze agrarie Biologiche, della Terra, del Turismo. Inoltre si scommetterà su materie socio- economiche-giuridiche, biotecnologiche, su relazioni internazionali e sulle tecniche dell’informazione. L’obiettivo è fare della Sicilia un polo d’attrazione per i giovani della Libia, della Tunisia, dell’Egitto, di Malta, nazioni con le quali l’Università di Palermo, ma anche quella di Catania e di Enna, possono vantare consolidati contatti e forti collaborazioni scientifiche.
Entro il 2008 a Palermo verranno portate a termine la ristrutturazione del palazzetto neoclassico all’interno del complesso delloSteri, sede del rettorato, aule attrezzate e il laboratorio del polo didattico in via Marini.
A Catania verranno adeguate e attrezzate 15 aule. Messina realizzerà un sistema di spazi per la fruizione e l’erogazione teledidattica presso la nuova sede di Ingegneria e cinque laboratori di ricerca. Enna, infine, trasformerà l’ex palestra in aule per la didattica e realizzerà degli uffici direzionali. Ogni ateneo, infine, predisporrà interventi per garantire la comunicazione a distanza sfruttando la tecnologia della videoconferenza.
Il Politecnico avrà un costo complessivo di 50 milioni di euro. Una cifra importante che la Regione si impegna a fare arrivare in Sicilia da Bruxelles. «Oggi – ha affermato il presidente della Regione Salvatore Cuffaro – è il primo passo di un grande progetto che rilancia la Sicilia nel cuore del Mediterraneo. Il programma, già inserito nelle grandi opere dei fondi comunitari, si svilupperà in piena sinergia con le quattro università siciliane. Siamo particolarmente soddisfatti perché si tratta di un risultato storico, di cui si parla da oltre settanta anni».
«Siamo giunti – ha osservato l’assessore regionale ai Beni culturali e Pubblica Istruzione Lino Leanza – alla fase operativa di un progetto di assoluta rilevanza strategica nel bacino dell’area euromediterranea, per lo spessore culturale che riveste nella gestione dei rapporti internazionali. Un vero ponte, frutto della rete che si è formata tra la Regione e le quattro università siciliane, condizione indispensabile per essere competitivi ».
Per il rettore dell’Università di Palermo Giuseppe Silvestri è una giornata storica: «Il progetto di realizzare un Politecnico del Mediterraneo risale agli ’Anni 30’ – ha ricordato – ma allora mancava la volontà politica. Adesso le cose sono cambiate. Speriamo infatti che con l’intervento della Regione riusciamo ad ottenere i fondi europei necessari per completare l’opera».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il rettore di Catania, Antonino Recca: «Questa è una giornata importante. Per la nostra Università e per la Sicilia un’opportunità da non perdere». Il rettore di Messina, Francesco Tomasello sottolinea la stretta sinergia che ha reso possibile l’accordo. «Siamo riusciti a superare e a mettere da parte un atteggiamento competitivo che caratterizzava i rapporti fra i nostri atenei e a realizzare una strategia unitaria».
Infine il rettore della Kore, l’Università più piccola e giovane dell’Isola. «Enna – ha dichiarato Salvo Andò – si affaccia sempre più sullo scenario di una collaborazione che darà presto i propri frutti grazie alla capacità dei quattro atenei di fare massa critica. In questo modo si rafforzerà la già consolidata vocazione mediterranea che finalmente in Sicilia non solo è dichiarata ma anche praticata. Vorrei anche ringraziare l’assessore Leanza per non aver seguito nella distribuzione dei fondi un criterio proporzionale al numero di studenti iscritti».

© La Sicilia, 11 luglio 2007

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