Messina: il terremoto in realtà fu uno tsunami

terremoto_messinaÈ stata una frana sottomarina, e non il terremoto come si credeva, a scatenare lo tsunami che il 28 dicembre 1908 travolse Messina, Reggio Calabria e altre città provocando 100mila morti. La scoperta, di un gruppo di geologi dell’università di Roma Tre e di geofisici dell’università di Messina, è in via di pubblicazione sulla rivista Geophysical Research Letters, edita dall’Unione Americana di Geofisica. "Le frane sono un fenomeno frequente quanto imprevedibile. Tuttavia conoscere meglio le zone più a rischio potrebbe avere risvolti significativi per la Protezione civile", osserva Andrea Billi, autore della ricerca con Renato Funiciello, Liliana Minelli e Claudio Faccenna, dell’università di Roma Tre, e con Giancarlo Neri, Barbara Orecchio e Debora Presti, dell’università di Messina. "Ora – aggiunge – sappiamo che la frana si è verificata lungo la scarpata continentale della Sicilia sul versante del Mar Ionio".

Da questa stessa zona, secondo gli studiosi, circa 8.000 anni fa si staccò un’altra frana che provocò uno tsunami. Indagini oceanografiche, carotaggi, dati sismici e sulla morfologia sono le tecniche di analisi che permetteranno di conoscere e controllare le zone a rischio. La frana all’origine dello tsunami del 1908 è stata localizzata in una zona del mar Ionio antistante a Giardini Naxos e distante dalla costa fra 80 e 100 chilometri.

Si spostò una quantità di roccia di circa 20 chilometri cubi, un pò più grande rispetto a quella che nel 2002 provocò l’onda anomala a Stromboli. I ricercatori hanno ricostruito l’evento sulla base della velocità dell’onda (che viaggiava a non meno di 100 chilometri orari) e calcolando il tempo impiegato dall’onda a raggiungere la coste sulla base dei dati storici pubblicati nel 1910 dal geografo Mario Baratta che, con interviste condotte in 30 centri abitati lungo le coste siciliane e calabresi dello stretto di Messina, aveva stabilito che lo tsunami era avvenuto fra 8 e 10 minuti dopo il terremoto.

© Il Giornale, 22 febbraio 2008

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Una Risposta

  1. Ma non è possibile che il terremoto sia stata la causa della frana e quindi dello tsunami? Tenuta in considerazione, del resto, anche la rapida successione dei due eventi è più facile rifarsi alla teoria della successione causale piuttosto che, a mio giudizio, a quella remota riguardo alla probabilità del verificarsi, di due eventi distinti e senza probabili relazioni causali che hanno contribuito alla distruzione di due città. Dall’articolo e soprattutto dall’incipit dello stesso emergerebbe una verità ben diversa! che mi lascia assai perplesso, e poi a che scopo?! Sminuire il danno sismico rispetto a quello dello smottamento sottomarino? E poi … “Si spostò una quantità di roccia di circa 20 chilometri cubi, un pò più grande rispetto a quella che nel 2002 provocò l’onda anomala a Stromboli.” un pò più grande?! A me suona parecchio strano dato che in quell’ ultimo caso gli effetti sono stati esponenzialmente molto più limitati e nessuno tsunami ha sconvolto le coste tirreniche siciliane.

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