Caro Fini, la tua è tutta un’altra storia!

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

Che Gianfranco Fini sia mosso più da «meschino opportunismo politico» – come ha opportunamente evidenziato l’Osservatore Romano – che dal perseguimento del bene comune lo si era capito già nel maggio del 2005. Le dichiarazioni rilasciate dall’allora vicepresidente del Consiglio in materia di referendum sulla procreazione assistita annullarono, in un sol colpo, l’identità che sino ad allora aveva caratterizzato il partito di cui è presidente.

Oggi, alla luce delle ultime affermazioni sulle leggi razziali, il giudizio sul politico e sull’uomo Fini appare ancor più chiaro: il leader di AN si conferma un abietto opportunista che non merita il novero tra le persone credibili, serie e affidabili. Oggi gli obiettivi che Fini si propone di perseguire sono ancor più chiari: ritagliarsi un’immagine da politico laico e liberale in grado di compiacere la “borghesia illuminata” e massonica italiana. Un’immagine che possa consentirgli di giocare due partite contemporaneamente: una per la successione di Berlusconi alla guida del Pdl e della presidenza del Consiglio e l’altra, alternativa alla prima, sul fronte quirinalizio per la successione di Napolitano.

In entrambi i casi, però, Fini sembra aver fatto i conti senza considerare che l’Italia è un paese a maggioranza cattolica e che la successione alla guida del Pdl non è poi così scontata come sembra. Il mondo cattolico, infatti, non mancherà di far sentire la sua voce facendo di tutto affinché nessuna delle due ipotesi menzionate si realizzi e lo farà non tanto per la nuova identità politica di Fini, quanto per le castronerie che egli continua a propinare. Vere e proprie sciocchezze che si scontrano, nemmeno tanto velatamente, con la verità dei fatti. Come si fa, infatti, a dichiarare che dinnanzi alle infami leggi razziali – volute e attuate dal regime fascista di cui Fini è stato fiero e orgoglioso sostenitore – non sono state “registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica”? Come si fa, quando fior di intellettuali, non proprio teneri nei confronti della Chiesa, continuano a ripetere l’esatto opposto di quel che sostiene il presidente della Camera e lo fanno in modo chiaro e con documenti alla mano?

A quanto pare per i nostri politici la verità è un optional dal quale si può tranquillamente prescindere e questo spiega il soccorso rosso di Veltroni che conferma quella regola secondo la quale gli estremi finiscono per attrarsi. Non ci si meravigli, dunque, se i due nel prossimo futuro finiranno per militare nello stesso partito poiché, una volta che il Cavaliere smetterà di fare politica attiva, il futuro riassetto del sistema politico italiano sarà dettato da un solo fattore: la concezione ontologica che si ha dell’essere umano. A quel punto i cattolici di entrambi gli schieramenti, che in tale circostanza stanno brillando per il loro silenzio, non avranno più nessuna scusante.

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