“Meglio una Chiesa contestata e martirizzata, che una Chiesa ridotta all’irrilevanza”

Martirio di San Bartolomeo

Il clima si sta facendo davvero pesante ed è fuor di dubbio che nella generale confusione vissuta dal nostro Paese un ruolo fondamentale lo stiano giocando i media. Lungi dal ricercare la verità dei fatti, i professionisti dell’informazione stanno rimestando nella melma dei bassifondi giacobini illudendosi che basti assecondare l’istinto giustizialista dei lettori per riuscire a vendere qualche copia in più dei propri quotidiani. Si tratta, appunto, solo di una pura illusione: osservando la realtà la sensazione che si ha è quella che dopo aver demolito ogni certezza, speranza, salvezza, cui l’uomo possa ragionevolmente aggrapparsi, oltre l’acqua sporca si finirà per buttar via anche il bambino. Se ciò dovesse accadere i danni potrebbero essere irreparabile e i media avrebbero una grossa responsabilità in tal senso.

Oltre i media grandi responsabilità le avrebbero anche coloro che, vedendosi scaraventare addosso accuse infamanti e inesistenti, per un distorto senso di non belligeranza e di inerte attendismo, non prendono una chiara posizione che faccia emergere la verità dei fatti in tutti i suoi fattori. Dinnanzi ad attacchi mediatici mirati, come quelli operati dal Corriere della Sera nei confronti del movimento di Comunione e liberazione, ritengo che l’attuale capo ufficio stampa risulti poco all’altezza nel fronteggiare una così grave situazione. Non foss’altro per il fatto che silenzio e strategie comunicative di basso profilo, nell’attuale contesto storico, rischiano di risultare più nocivi che utili ai fini della difesa della verità. Comprendo perfettamente che un capo ufficio stampa spesso è terminale di decisioni prese in modo collegiale con altri, ma è altrettanto vero che egli può orientare in modo decisivo le scelte da compiere e i giudizi da elaborare. Sarebbe opportuno che per la direzione dell’ufficio stampa di Cl si scegliesse una personalità con una spiccata chiarezza sul proposito più volte espresso in pubblico dal card. Camillo Ruini, ovvero che è molto “meglio una Chiesa contestata e martirizzata, che una Chiesa ridotta al silenzio e all’irrilevanza”.

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