Obama e il disastro antropologico

Rispetto al 2008 le ultime elezioni americane ci restituiscono un Obama spogliato della veste messianica che il mainstream mediatico gli aveva attribuito in occasione della sua prima elezione alla Casa bianca. Oggi il popolo americano, profondamente disilluso rispetto alle doti salvifiche obamiane, ha nuovamente premiato il primo presidente afro-americano della storia degli Stati Uniti, anche se la consapevolezza è che il sol dell’avvenire sia molto di là da realizzarsi, nonostante le rassicurazioni sul fatto che “il meglio deve ancora arrivare”. Quel che è sicuro è che tra 4 anni il fallimento di Obama sarà totale e quella che oggi è solo una sensazione, ovvero che ci si trovi di fronte a un presidente che gestisce la prima potenza economica mondiale alla stregua di una piccola azienda familiare di provincia, diverrà certezza.

Ma che mondo ci lascerà tra 4 anni Obama?

E’ difficile prevederlo anche se non mancano segnali preoccupanti. Non è infatti un caso che contemporaneamente all’elezione di Obama e alla vittoria dei “sì” al referendum per l’approvazione dei matrimoni gay in Maryland, nel Maine e a Washington, anche dalla Spagna e dalla Francia siano arrivati segnali preoccupanti sul tema dei cosiddetti “diritti civili”. Questa sincronia decisionale lascia intendere chiaramente che l’andazzo politico dei prossimi mesi sarà contrassegnato dal tentativo di buttare fumo negli occhi ai cittadini con l’approvazione di falsi diritti al solo scopo di spostare l’attenzione dai gravi problemi economici che nessuno é in grado di risolvere.

L’esperienza poi ci dice che l’America ha sempre anticipato le tendenze che si sono sviluppate a livello mondiale, e il timore che tale disastro antropologico possa contagiare sempre più paesi è tutt’altro che infondato. Considerando, inoltre, che la prossima primavera in Italia si andrà a votare per l’elezioni del nuovo governo e del nuovo parlamento non c’è affatto da stare allegri.

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Una Risposta

  1. Cose c’entrano i diritti delle coppie gay con la crisi ? La crisi c’è non saranno i dovuti riconoscimenti dei matrimoni omosessuali che potranno cancellarla o nasconderla!

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