Per la scuola pubblica è suonato il requiem

Copertina

«I sistemi scolastici attuali sono paragonabili a un plotone di ciclisti in corsa: quando uno di essi capitombola, le biciclette volano per aria e si verificano cadute impressionanti sull’asfalto. Alcuni si rialzano, altri restano a terra con ferite più o meno gravi e dolorose. Taluni non possono proseguire, alcuni devono abbandonare la corsa».

Gli odierni sistemi scolastici – di stampo ottocentesco – registrano ovunque un duplice fallimento, in termini di efficienza e di equità: l’impossibilità di far acquisire a ognuno un bagaglio minimo di conoscenze e competenze e quello di democratizzare la società, favorendo, mediante l’istruzione, la mobilità sociale. Il divario, inoltre, tra mondo scolastico e nuove tecnologie è massimo. I «nativi digitali» sperimentano ormai molteplici spazi aperti di apprendimento e modalità di accesso alla conoscenza, molto lontani dai riti scolastici. Ce n’è abbastanza per chiedersi che cosa giustifichi oggi tali sistemi e se così come sono abbiano ancora un senso.

L’ultimo libro di Norberto Bottani mette in evidenza un sistema scolastico giunto al capolinea e con il suo ultimo libro ne canta il requiem. Il vero problema della scuola italiana è che essa punta tutto sull’uguaglianza ottenendo purtroppo scarsi risultati in termini di formazione e competenze acquisite da parte degli studenti. Anche se una via d’uscita ci sarebbe e pure rivoluzionaria…

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