Le frenetiche telefonate del Quirinale prima dell’incontro con Bersani

Il contenuto dei colloqui con D’Alema e Grasso attraverso i quali Napolitano ha voluto accertarsi sulle condizioni psicologiche di Bersani prima della consultazione per l’affidamento dell’incarico di formare il governo

La consultazione di Bersani con il Capo dello Stato, com’era prevedibile che fosse, è stata preceduta da frenetiche telefonate tra il Quirinale e alcuni dirigenti del Pd. Napolitano pare volesse avere qualche certezza in più rispetto al fatto di riuscire a trovarsi di fronte un segretario nel pieno delle proprie facoltà psicologiche.

E’ D’Alema a rivelare il contenuto dell’ultima telefonata intercorsa tra lui e il Quirinale: “Il presidente Napolitano mi ha chiesto in quale stato psicologico si trovasse Bersani, gli ho risposto che il mix di tranquillanti e neurolettici prescrittogli dai medici ha dato buoni risultati e che il segretario ha recuperato la lucidità che gli è venuta a mancare negli ultimi giorni”. Secondo indiscrezioni filtrate dall’entourage quirinalizio pare che le rassicurazioni di D’Alema non abbiano tranquillizzato del tutto Napolitano il quale avrebbe confidato ai suoi: “Mi è parso che D’Alema volesse convincere più se stesso che il sottoscritto e che in fondo in fondo nemmeno lui è tanto convinto del recupero psicologico di Bersani”. Poi facendosi scuro in volto e rivolgendosi a Marra ha esclamato: “È quel ghigno con lo sguardo perso nel vuoto che mi preoccupa più di ogni altra cosa… poveretto!”.

Dopo il colloquio con D’Alema, il presidente, sconfortato, ha chiesto di essere messo in contatto con il neo-presidente del Senato, sen. Piero Grasso. Quello che segue è ciò che i due si sono detti:

N.: Caro Presidente sono preoccupato, come sta Bersani?

G.: Presidente, cosa vuole che le dica… il problema è serio… la botta è stata pesante. Continua a ripetere frasi senza senso… del tipo: “Oè ragassi, siam riusciti a smacchiare ben bene il giaguaro eh…”, oppure: “Che roba ragassi che abbiamo buttato giù! Non ve l’aspettavate mica… eh!!!”. Ma la frase più curiosa per me rimane questa: “Ragassi ma siam mica qui a girarci i pollici come quei contadini che non voglion tirare l’asino in campagna! La democrazia è una cosa seria, non è mica stata inventata come meccanismo per decidere attraverso la partecipazione, e non per partecipare a prescindere dalle decisioni”. Guardi una tristezza vederlo in quelle condizioni…!!!

N.: Capisco… è per questo che temo il faccia a faccia con lui. Ho paura che dicendogli di non potergli affidare l’incarico finisca per deprimersi ulteriormente. Ma come posso prendermi la responsabilità di affidargli l’incarico di formare un governo!?!

G.: Certo Presidente, ha ragione… qui il problema è serio. Pensi, la moglie non sa più cosa fare. Tutti noi non sappiamo più che aiuto dargli. L’unica cosa che mi sento di dirle è quella di non contrariarlo e di assecondarlo… tanto poi la decisione la prende sempre lei. E poi per Pier cosa vuole che sia una tranvata in più o una in meno!

N.: Vabbé è inutile tergiversare. Gli dica di venire domani… una soluzione la troverò.

G. : Arrivederci presidente.

Povero Napolitano che brutta matassa si trova a dover sbrogliare.

Domani il contenuto della consultazione tra Napolitano e Bersani.

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