Nazisti sentimentali

Scrive lo storico Götz Aly in Perché i tedeschi, perché gli ebrei?, che Theodor Fritsch (1852- 1933) fu un antesignano delle «città-giardino», dell’urbanistica contemporanea. Un intellettuale che mirava a far sì che la terra patria non restasse «alla mercé dell’imprudenza e della brama di profitto, ma divenisse il terreno di una felice esistenza umana». Fritsch, tuttavia, è anche un ideologo cui si deve una parte consistente dell’universo culturale e lessicale del nazismo. Nel suo linguaggio la parola razza ricorre frequentemente e la Germania è descritta come un Paese «invaso» dagli stranieri e dai «barbari asiatici».

David Bidussa
Il Sole 24 Ore
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