Ma a Messina il futuro sarà sempre peggiore del passato?

Più passa il tempo e più a Messina regna il caos. L’immagine che la nuova amministrazione comunale rimanda ai cittadini, a cinque mesi dall’insediamento, non è delle migliori e la sensazione che predomina sempre più nei Messinesi è quella di trovarsi al cospetto di dilettanti allo sbaraglio. Pur animati da tanta buona volontà, Accorinti e i suoi annaspano tra i mille problemi della città non riuscendo a proporre la minima idea su come risolverli, né tantomeno riescono a esprimere un indirizzo politico chiaro sul quale avviare la città.

La giunta comunale brancola nel buio, ma non si può certo affermare che il Consiglio comunale, nella sua interezza, abbia le idee più chiare. Tutt’altro, come ha certificato la pantomima sulla Tares e sulle nuove tariffe delle mense scolastiche. Senza l’intervento di Felice Calabrò e senza il coraggio di Nina Lo Presti, unica ad essersi assunta le proprie responsabilità votando contro il Regolamento Tares, probabilmente ci saremmo dovuti rassegnare a provvedimenti dal notevole impatto economico su cittadini, famiglie, consumi e imprese. Tutti i consiglieri si sono trincerati dietro il principio della responsabilità, mentre in realtà non avevano la minima idea di cosa si accingevano ad approvare. Tutti ora si dichiarano pronti a fare un passo indietro se non vengono modificate le tariffe di Tares e mense scolastiche, ma avrebbero fatto lo stesso senza il voto contrario della Lo Presti e senza l’intervento di Calabrò e del mondo civile cittadino?

No, non c’è da stare allegri se nel pubblico consesso siedono persone che non studiano, non approfondiscono le tematiche che contribuiscono ad approvare, che non si informano né si aggiornano sulle possibili soluzioni ai problemi della città e dei cittadini. Se per mettere in chiaro le cose e ristabilire un minimo di verità c’è bisogno dell’intervento di un ex consigliere comunale e di un consigliere comunale, per giunta del partito del sindaco, gli unici che hanno studiato documenti e bilancio comunale, allora è proprio il caso di rassegnarsi al peggio, con la consapevolezza che per Messina il futuro sarà sempre peggiore del passato.

Articolo pubblicato anche su IMGPress.it

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