Scuola cattolica, educare nel mondo multiculturale

Presentato dalla Congregazione per l’educazione cattolica il documento che pone al centro dell’azione di questi istituti anche il dialogo multiculturale. Complessivamente gli istituti sono aumentati in Africa, Americhe e Oceania In flessione in Asia e in Europa, dove il fenomeno risulta molto accentuato

di Salvatore Mazza

Il «rilevante fenomeno» delle migrazioni ha oggi «glo­balizzato la realtà del multiculturalismo e della mul­tireligiosità». Di qui «la necessità di una adeguata e­ducazione interculturale», contesto nel quale «la scuola cattolica è chiamata a fornire alle giovani generazioni gli elementi necessari per sviluppare una visione intercul­turale del vivere insieme». È da questa premessa che nasce il documento «Educa­re al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore», pubblicato con la data del 28 ottobre 2013 (a ricordare il 48° della pro­mulgazione della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis sull’educazione cristiana) dalla Congrega­zione per l’educazione cattolica. Il testo, presentato ie­ri dal cardinale Zenon Grocholewski e da monsignor Angelo Vincenzo Zani, rispettivamente prefetto e se­gretario del dicastero vaticano, e da Italo Fiorin, docente dell’Università Lumsa di Roma, ha avuto una lunga ge­stazione, avviata nel 2008, e ha «come principali desti­natari – ha detto il porporato – i genitori, responsabili primi e naturali dell’educazione dei figli, nonché gli or­ganismi che rappresentano la famiglia, i dirigenti, i do­centi ed il personale delle scuole cattoliche, le Com­missioni episcopali nazionali e diocesane, gli Istituti re­ligiosi, i vescovi, i movimenti, le associazioni».

Ma, insieme, «siamo lieti – ha aggiunto Grocholewski – di offrire questo testo come mezzo di dialogo e di ri­flessione anche a tutti quelli che hanno a cuore l’edu­cazione della persona per la costruzione di una società pacifica e solidale». Aspirazione comprensibile, se si considera che i «numeri» della scuola in tutto il mon­do parla di oltre un miliardo di ragazzi in età scolare, con cinquantotto milioni di insegnanti, oltre al perso­nale non docente, con 209.670 strutture d’istruzione cattoliche frequentate da quasi 58 milioni di studenti. Dati in crescita negli ultimi anni (+6.273 scuole e qua­si 3 milioni di studenti in più), anche se in un panora­ma variegato: aumenti in Africa, Oceania e Americhe, in calo in Asia e consistente in Europa.

Il documento, ovviamente, sviluppa una riflessione teo­rica, ma si basa anche su contributi arrivati da tutto il mondo, specie da quelle istituzioni educative cattoliche che già vivono una realtà interculturale, come in Africa, in Bosnia Erzegovina, in Amazzonia, in Perù e in Medio Oriente. Esperienze diverse, ha messo in rilievo Zani, «cia­scuna delle quali fa capire concretamente come la diver­sità delle religioni, delle lingue e delle tradizioni possa es­sere trattata con cura e rispetto e diventare un’autentica ricchezza per ogni gruppo ed individuo, per costruire pon­ti di comprensione e di pace e un destino fondato sull’a­more e sulla fraternità, come ideale da realizzare».

D’altra parte, ha puntualizzato ancora Grocholewski, «la civiltà dell’amore, per i cristiani, non è una vaga solida­rietà, ma esprime la carità di Cristo. Questo è il servizio con cui, cito, come afferma papa Francesco, ‘le scuole cattoliche, che cercano sempre di coniugare il compito e­ducativo e l’annuncio esplicito del Vangelo, costituisco­no un contributo molto valido all’evangelizzazione della cultura, anche nei Paesi e nelle città dove una situazione avversa ci stimola ad usare la creatività, per trovare i per­corsi adeguati’». In risposta poi a una domanda sull’ideologia del gender (riferita al recente vademecum dell’Organizzazione mon­diale della salute che esorta i governi europei a tenere cor­si di educazione sessuale che spieghino, già a quattro an­ni, cos’è la masturbazione e informino sul sesso, sia ete­ro che omo, e sulle sue conseguenze), Grocholewski ha affermato che «una scuola cattolica che si lascia influen­zare da queste correnti non si rende conto della sua mis­sione ». D’altra parte «quando qualcosa è malato le stra­de sono due: ammazzare o sanare. La nostra via è sem­pre sanare. Naturalmente non mandiamo la polizia, ma a volte bisogna intervenire». Nello specifico, ha aggiunto Zani, «non scendiamo a livello d’indicazioni didattiche specifiche», in quanto le istituzioni educative cattoliche nel mondo «fanno riferimento a indirizzi scolastici di­versi».

I NUMERI
209 mila: LE SCUOLE CATTOLICHE NEL MONDO
+6.273: LE SCUOLE CATTOLICHE IN PIÙ NEGLI ULTIMI 5 ANNI
57 milioni: GLI STUDENTI ISCRITTI ALLE CATTOLICHE

© Avvenire, 20 dicembre 2013

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