Un cono d’ombra su Messina

Rigettando i ricorsi per il riconteggio delle schede elettorali il TAR di Catania ha posizionato Messina all’interno di un pericoloso cono d’ombra proiettando una luce sinistra sul nuovo corso della politica cittadina. Nuovo corso politico che dichiara di muovere dal basso ma che invece sembra attratto dall’illegalità.

I cittadini messinesi non sapranno mai, a meno che non si deciderà di ricorrere al CGA, se il potere insediatosi a Palazzo Zanca è un potere legittimo oppure se ci si trova di fronte a un potere abusivo. Di certo c’è solo che dopo il rigetto del TAR in città la democrazia è momentaneamente sospesa e questo avviene proprio nel momento in cui, a prendere in mano le redini di Messina, è il sindaco scalzo cioè il supremo interprete cittadino del peggior radicalismo di sinistra che negli anni non ha fatto altro che abbeverarsi nelle inquinatissime fonti del più becero marxismo.

Come da tradizione il sindaco scalzo, esponente del peggior radicalismo rosso, ha la copertura dei media e della magistratura (nota è la sua amicizia con Ingroia) e questo spiega la sentenza del TAR. Da oggi in poi Messina e i suoi cittadini dovranno vigilare più di prima per evitare che in città l’illegittimità di un potere finisca per trasformarsi in potere autoritario.

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