Che fine ha fatto l’Italia giusta dei giusti?

Il testo di una lettera che ho inviato al direttore del quotidiano IMGPress

Caro direttore,
ieri, quello che considero uno tra i pochi intellettuali di rango italiani, nonché direttore dell’unico quotidiano che vale la pena leggere, ha pubblicato un video editoriale attraverso il quale ha affrontato il tema dell’arresto dell’on. Genovese.

E’ ormai da qualche anno che, indegnamente, ricevo spazio su IMGPress per esprimere qualche ideuzza non allineata al politicamente corretto, e per questo La ringrazio. Chiunque può allora verificare come chi scrive non sia mai stato tenero nei confronti di Genovese quando altri, che oggi invece lo criticano e si augurano che marcisca in carcere, godevano dei privilegi che lo stesso Genovese era in grado di garantire loro.

La mia storia è la storia di chi è stato (ed è ancora!) Berlusconiano quando Berlusconi veniva massacrato dalla magistratura e lo era per un semplice motivo: perché ritiene che la politica non può in alcun modo essere asservita o peggio tenuta sotto ricatto dalla magistratura! Oggi che Francantonio Genovese è in un momento di estrema difficoltà umana e politica mi tocca essere Genovesiano e proprio per gli stessi motivi per cui sono Berlusconiano. Come Giuliano Ferrara ritengo che il sì all’arresto di Genovese sia quanto mai assurdo e invece considero doveroso il processo, non foss’altro per quel semplice diritto dell’imputato a difendersi, a far valere le proprie ragioni e, nel caso, a dimostrare la propria innocenza. Solo dopo il processo e nel caso in cui dovesse risultare colpevole per i reati che gli vengono ascritti si può ritenere giusto il carcere per Genovese.

Ma si sa, in Italia l’arresto preventivo serve per estorcere confessioni pilotate oppure per mandare messaggi in codice a chi deve intendere. E la vicenda Genovese, scaricato completamente dal suo partito, il Pd, aiuta a comprendere la partita politica che si sta giocando in Sicilia. I renziani nel chiaro tentativo di coprirsi le spalle dal punto di vista giudiziario si sono improvvisamente scoperti Crocettiani e Renzi che non può certo fare passi falsi, proprio nel momento in cui il suo governo muove i primi passi e le elezioni europee sono alle porte, ha preferito farsi i fatti propri consentendo ancora una volta alla magistratura di prevalere e di violentare la politica.

Nessuno può sapere come andrà a finire il voto alla Camera, anche se l’orientamento sembra scontato, e se Genovese finirà in galera. Quel che è certo è che sulla testa di Genovese si sta giocando una partita di potere tutta interna al Pd, partita che ha un unico obiettivo: privare Messina di qualunque autorevole rappresentanza politica e così ridurre il territorio a terra di conquista di gruppi di potere che nulla hanno a che spartire con Messina e con il bene dei Messinesi.

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