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“Cambiamo #Messina dal Basso”: tra #stampaprostituita e #donnezerutituli

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Non avranno ancora avuto il tempo di prenderne coscienza, da stamattina però le donne di Messina hanno una certezza in più. Comunicata loro direttamente dal “sindaco scalzo” in conferenza stampa. Grazie alla nomina del nuovo assessore, tale Sebastiano Pino, da oggi sappiamo che a Messina nessuna donna è all’altezza del super uomo che, siamo certi, ci stupirà in materia di Risorse del mare, Patrimonio, Politiche della casa e Politiche dello sport.

La prima a riportare le parole usate da Accorinti in conferenza stampa è stata la giornalista Gisella Cicciò la quale, sul proprio profilo Facebook, ha digitato: “…mi conoscete. Ho fatto battaglie a favore dei Rom e di tutte le categorie…come pensate che possa avere qualcosa contro le donne? Non ho nominato un’assessore donna solo perché non ne ho trovato una con le competenze di Sebastiano Pino”: e chi sarà mai questo super assessore? Lo scopriremo cammin facendo se davvero Pino è questo fenomeno descritto da Accorinti.

Da stamattina la rivoluzione messianica in salsa “free Tibet”, dopo “la stampa prostituita”, si arricchisce di una nuova figura sociale: qualcuno chiami il WWF per tutelare le #donnezerutituli.

@censurarossa

Articolo pubblicato su IMGPress.it

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Quel buffo signore cui non piace il tricolore

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“Io non dico che il sindaco di Messina, Renato Accorinti, fotografato durante la commemorazione del 4 Novembre con la bandiera della pace addosso debba essere cacciato, giusto con un decreto del governo (proprio come si fa con i mafiosi). Non dico che quella pagliacciata sia un’offesa per la memoria dei caduti – i ragazzi del Carso – né che un Cesare Battisti l’avrebbe inseguito a pedata sul fondoschiena fino a fargli fare i rimbalzi tra Scilla e Cariddi. Non dico che la scena – lui a braccia aperte, con quel RIPUGNANTE STRACCIO messo a favore di telecamera – mi risulti vomitevole a forza di pensare a Ettore Muti perché già Palmiro Togliatti ne avrebbe avuto schifo di Accorinti o, Enrico Berlinguer, perchè ogni sincero comunista troverebbe inaudito vedere ridotto l’onore dei soldati a una pulcinellata de sinistra. Dico solo che quegli ufficiali, quel prefetto e qualunque altra autorità accanto a lui devono essere oggi esemplarmente pu-ni-ti. Dovevano allontanarsi da lui se proprio non potevano allontanarlo. La responsabilità, infatti, è solo loro che alla bandiera hanno giurato fedeltà e non certo di questo buffo signore la cui zucca è buona al più per qualche rancido antro di demagogia. Pacifista va da sé”.

Pietrangelo Buttafuoco

Il Foglio, 5 novembre 2013

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