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A Messina la veglia delle “Sentinelle in piedi” e di “Le Manif Pour Tous”

Non sarà grazie a una legge liberticida che si risolveranno i problemi di discriminazione degli omosessuali

Sentinpiedi e LMPT Me Venerdì 13 giugno a P.zza Cairoli (di fronte al bar Billè) le Sentinelle in piedi e La Manif Pour Tous, a partire dalle ore 18.00, per un’ora veglieranno in silenzio e leggendo un libro a difesa delle libertà d’opinione e di parola dei cittadini messe seriamente in pericolo dalla Proposta di legge Scalfarotto sulla lotta all’omofobia, attualmente in discussione alla Camera (per chi volesse approfondire i contenuti del testo di legge utile è l’articolo che potete leggere sul sito giuristiperlavita.org).

La Proposta di legge Scalfarotto, nel caso venisse approvata e dovesse dunque diventare legge dello Stato, minerebbe profondamente la libertà d’opinione e di parola dei cittadini. In futuro, con una legge del genere, anche la sola e semplice affermazione: “La famiglia è formata da un uomo e una donna” potrebbe costare una denuncia e quindi la galera poiché, sempre secondo la proposta di legge richiamata, un’affermazione del genere discriminerebbe le coppie omosessuali.

E’ molto importante allora testimoniare il dissenso nei confronti di una legge ideologica, che annulla la ragione e riduce l’umano alla moda del momento.

Non sarà grazie a una legge liberticida che si risolveranno i problemi di discriminazione degli omosessuali.

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Perché i nostri figli non dicano: “Voi c’eravate e non avete fatto nulla!”

«Ci denunceranno, andremo nei Tribunali, non cambierà assolutamente nulla. Siamo pronti ad affrontare la repressione poliziesca e a patirne gli effetti. Abbiamo già conosciuto epoche di totalitarismo e non vogliamo che un giorno i nostri figli ci dicano “voi c’eravate e non avete fatto nulla”»: le parole Luigi Amicone, direttore del settimanale Tempi, commentano bene l’escalation che la “lobby gender” sta imponendo all’agenda politica del nostro Paese.

Quelle di Amicone sono parole che sento profondamente mie e sono parole che alle ore 16 di ieri, 16 dicembre, hanno spinto me ed altri uomini e donne, giovani e adulti, a manifestare davanti al Palazzo comunale. Uomini e donne, giovani e adulti, ritti in piedi, in silenzio e con un libro tra le mani in segno della formazione costante di cui tutti abbiamo bisogno. Un modo originale di manifestare, quello delle “Sentinelle in Piedi”, ricco di contenuti. La posta in gioco con l’approvazione della cosiddetta “legge Scalfarotto” è la libertà di opinione ed espressione in tema di omofobia, considerato che la legge in questione non definisce giuridicamente i confini della parola “omofobia”.

Anche a Messina, come nel resto d’Italia, le “Sentinelle” vogliono porre l’attenzione sul fatto che se da un lato va condannata ogni sorta di discriminazione delle persone omosessuali, già garantita peraltro dal nostro ordinamento giuridico, dall’altro non può essere negata la libertà a coloro che espongono pubblicamente tesi contrarie al matrimonio omosessuale, alle adozioni per le coppie composte da persone dello stesso sesso e affermano pubblicamente che la famiglia naturale è fondata sull’unione tra un uomo e una donna. Questa peraltro subisce poca attenzione da parte delle istituzioni locali e regionali. Se il disegno legge “antiomofobia” dovesse essere approvato potrebbero essere denunciati quanti su questi temi rifiutano di omologarsi all’agenda che l’ideologia gender vuole imporre anche in Italia.

Le parole di Amicone mettono i brividi, ma ieri, ritornando alle cose normali dopo la manifestazione davanti al Palazzo comunale, luogo simbolo delle istituzioni locali, sono stato pervaso da una grande certezza, ovvero che in Italia, nonostante tutto, ancora resiste un popolo che non ha abdicato al compito di costruire un mondo più giusto e migliore per tutti. Un popolo che rispetta la libertà di tutti, ma proprio di tutti, che però non tollera forme di restrizione che finiscono per nuocere al bene della persona nella sua interezza.

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